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L’austerità dell’Epoca Vittoriana

La nostra Cena con Delitto di Halloween, dal titolo “Abissi di Follia”, è ambientata nella Londra del 1870, in piena epoca Vittoriana. Abbiamo già pubblicato due articoli di approfondimento (Ghost Stories e Penny Dreadful) riguardo questo affascinante, misterioso e oscuro periodo storico in modo da fornire un primo “assaggio” delle atmosfere che questa Cena con Delitto intende evocare.

Dopo aver parlato dei “penny dreadful”, delle “ghost stories”, della nascita dello spiritismo e della morbosa attenzione nei confronti della morte, in questo articolo focalizzeremo la nostra attenzione sul ruolo della figura femminile, sulla sessualità e sulle rigide proibizioni e limitazioni poste in essere in quel periodo.

L’austerità Vittoriana imponeva, soprattutto alle donne, delle regole rigide e assurde. Secondo Florence Fenwich Miller, giornalista e attivista per i diritti sociali vissuta in quel periodo, le donne erano state di fatto ridotte alla schiavitù legale, non potevano votare, non potevano citare qualcuno in giudizio, non potevano possedere alcuna proprietà.

La donna “virtuosa” dell’epoca Vittoriana era considerata un essere puro quasi asessuato, una “donna angelo”, sicuramente passiva nel rapporto e dipendente in tutto e per tutto dalle volontà del marito che rappresentava il fulcro della vita sociale, amministrativa e politica del tempo, anche se, ironia della sorte, il vero potere dell’Impero Britannico era nelle mani di una donna, icona della femminilità borghese del tempo, la regina Vittoria. La donna era considerata il centro della vita domestica, responsabile della cura dei figli, rispettabile se virtuosa e costantemente sottoposta a vincoli e restrizioni sociali e culturali, il suo corpo doveva essere candido, puro e insensibile ad ogni vizio umano, i suoi vestiti erano castigati, non poteva studiare materie scientifiche come l’ingegneria. La casa era una gabbia dove la donna era rinchiusa come fosse un tesoro ad uso e utilizzo esclusivo del marito.

La vita diventava sofferenza e la sofferenza stessa mutava in un incubo continuo che metteva a dura prova la sanità mentale e la salute fisica.

Sessualità e Devianze: Dott Jekyll e Mr Hyde

La sessualità femminile, lontana dalla vita domestica e familiare, era confinata nei bordelli. Secondo alcuni studi a Londra esistevano, nella seconda metà del 1800, più di 3000 bordelli. Di giorno gli uomini vivevano la loro vita lavorativa e familiare, la notte invece esplodeva un mondo sommerso, fatto di piaceri sfrenati e oscuri. Questo dualismo presente in epoca Vittoriana entrò ben presto nell’immaginario di molti autori, come R.L. Stevenson, che crearono dei personaggi controversi e duali, l’esempio più classico è il Dott. Jekyll e Mr. Hyde. L’inafferrabile e mostruosa figura di Jack lo Squartatore entrò in questo periodo nell’immaginario britannico, spaventando il mondo “nascosto” del libertinaggio sfrenato e della prostituzione. Ad ogni proibizionismo si contrappone sempre una ricerca del piacere, nascosta e perversa. L’epoca Vittoriana non fece eccezione.

La doppia anima dell’era vittoriana era composta da un lato da castità, austerità e repressione, dall’altro da sensualità, spregiudicatezza e voluttuosità. Quest’ epoca rappresentò quindi uno dei periodi più ricchi di contraddizioni incastrate della storia inglese.

I terribili vincoli e costrizioni a cui erano sottoposte le donne, i lunghi silenzi spettrali di ville e manieri, la doppia maschera che indossava la società, i ritmi di lavoro massacranti e il divieto di “stare bene” portarono molte persone, donne in particolare, alla follia mentale. Le malattie della psiche venivano prima curate in casa e nel caso fossero continuate i pazienti venivano internati in dei manicomi. All’interno di queste strutture non si praticava nessuna riabilitazione, i pazienti erano legati e spesso, come fenomeni da baraccone, potevano essere visti anche da un pubblico esterno che, in alcuni casi, pagava anche un biglietto all’ingresso.

Continuiamo il nostro viaggio tra le caratteristiche e le paure proprie dell’Inghilterra Vittoriana, alla scoperta dell’ambientazione che abbiamo scelto per la nostra Cena con il Delitto di Halloween “Abissi di Follia“.

Dopo aver visionato nello scorso articolo la storia e le caratteristiche dei Penny Dreadful, pubblicazioni orrorifiche proprie dell’età Vittoriana, analizziamo ora altri aspetti misteriosi tipici di quest’epoca costellata da eleganza, dal gusto per il macabro e per il sovrannaturale. I temi che abbiamo scelto sono: le “Ghost stories” e l’attenzione morbosa per morte.

Il senso del macabro e del grottesco, la paura che aleggiava in ogni desiderio, i colori grigi e neri in contrapposizione alla grande eleganza dell’abbigliamento e ai comportamenti sociali caratterizzati da pudicizia e austerità, sono delle componenti solo apparentemente in contraddizione fra di loro.

La Regina Vittoria, grande protagonista di questo periodo storico, ne fu anche l’interprete più autentico: suo marito morì nel 1861 e lei da quel giorno fino al 1901 tenne il lutto. Il nero e il viola divennero così i colori dominanti dell’epoca. La seconda metà del 1800 fu anche un periodo di forti tensioni sociali, dove si svilupparono nuove classi sociali povere, martoriate da ritmi di lavoro inumani; il carbone si mischiava nelle strade con la fitta nebbia creando per la prima volta nella civiltà umana lo smog (smoke + fog); la vita sociale era caratterizzata da un atteggiamento formale ed austero. Tutti questi elementi contribuirono a plasmare la società inglese del tempo condizionata da ansia e severità.
In questo periodo si svilupparono, a livello letterario, le “Ghost stories” che soppiantarono il genere “fantastico” settecentesco. Questi racconti di paura, ambientati spesso in castelli, manieri o ville, erano volutamente angoscianti, non mostravano direttamente il soprannaturale ma ne suggerivano la presenza lasciando un velo di inquietudine al lettore. Essi crearono uno stile narrativo che scrittori successivi, come H.P. Lovecraft, in seguito ripresero e consolidarono. Tra i principali autori delle “Ghost stories”ci furono Oscar Wilde, Horace Walpole, J.S Le Fanu ma anche moltissime donne come Mary Shelley, Edith Wharton, Margaret Oliphant, Charlotte Riddell, Violet Hunt e Susan Hill. Parlare di spettri, fantasmi, vampiri e altre mostruosità significava interrogarsi su ciò che non poteva avere risposta ed in questo modo esorcizzare ansie e paure.

L’attenzione morbosa per tutto ciò che era “oltre il velo”, per la morte e per la vita ultraterrena spinse i vittoriani ad intraprendere consuetudini bizzarre, macabre e spesso altamente nocive per la salute. Un esempio di queste “mode” furono le fotografie post mortem, molto diffuse in quest’epoca. Queste fotografie ritraevano cadaveri come se fossero in vita in compagnia dei membri della famiglia, magari adagiati su dei divani come se fossero addormentati, oppure seduti, ancora una volta, in mezzo ai loro cari. L’ossessione per una vita che non terminava con la morte portò a seppellire i corpi in modo ammassato spesso all’interno delle chiese e, ovviamente, l’odore nauseabondo che essi emanavano costringeva i fedeli a portare dei fazzoletti al naso durante le funzioni religiose. Un’altra paura, tipica del tempo, era data dal possibile “risveglio” dei defunti dopo la morte. Le tombe, per ovviare a questa paranoia popolare, erano spesso recintate da delle pesanti grate di ferro e i morti venivano sepolti a faccia in giù in modo che se mai si fossero risvegliati avrebbero scavato verso il basso.

L’età Vittoriana è stato quindi un periodo storico gotico e oscuro dove convivevano contraddizioni che forse erano solo le due facce della stesa medaglia, dove lo sfarzo e la ricchezza si mescolavano con la miseria e dove leggende antiche mutavano diventando nuove storie condite di mistero e morte.

I penny dreadful, in italiano “spaventi da 1 penny”, rappresentano un fugace fenomeno letterario di massa che si è sviluppato nella Londra Vittoriana del 1800.

Queste pubblicazioni periodiche avevano delle caratteristiche peculiari: costavano molto poco (1 penny appunto) e i loro lettori appartenevano in gran parte al proletariato e alla borghesia impiegatizia, erano dei vividi racconti horror brevi e a puntate. Le avventure narrate erano infatti macabre e grottesche, trattavano di efferati omicidi, di sangue e di violenza. All’interno delle storie erano anche contenute delle illustrazioni volutamente esagerate in cui il sangue, le espressioni allucinate o sofferenti dei personaggi della storia accentuavano il sensazionalismo e rimanevano ben impresse nella mente del lettore.

I penny dreadful prodotti furono moltissimi e le storie più famose furono: “Varney the Vampire”, “The Mysteries of Midnight”, “The Knight of the Road”, “The Calendar of Horrors”, “The Maniac Father”, “Spring-heeled Jack” e “The Victim of Seduction”. Questi racconti, caratterizzati da nomi spaventosi, da nessun rispetto dei personaggi per l’autorità, da storie macabre e illustrazioni grottesche, fecero gridare allo scandalo nella Londra Vittoriana del tempo. Per la nobiltà e per la ricca borghesia britannica questa forma letteraria era considerata “oscena”, quindi alcune di queste storie vennero messe all’indice ed i più conservatori sostennero che racconti immorali e perversi come quelli dei penny dreadful potessero corrompere i giovani e minare le basi della stessa società. Nonostante le critiche e le censure questi racconti diedero origine ad uno dei generi letterari più famosi: il Romanzo Gotico.

Oggi gran parte della letteratura horror deve molto ai “penny dreadful” che sono diventati fonte di ispirazione di tanti romanzi ed anche di una seria televisiva, chiamata appunto Penny Dreadful, che riprende personaggi e storie della Londra Vittoriana.

La nostra cena con delitto di Halloween dal titolo Abissi di Follia recupera le atmosfere del tempo e vi permetterà di immergervi nelle atmosfere della Londra Vittoriana, tra nebbia, fumo di carbone e case maledette.

Fabcon

Dimensioni Nascoste ha partecipato attivamente alla realizzazione della 27 edizione della Fabcon, la convention di giochi di ruolo e di simulazione promossa dall’associazione culturale Lokendil di Fabriano. L’evento si è svolto da mercoledì 5 Settembre a domenica 10 Settembre ed ha visto la partecipazione di molte persone, dai giocatori più esperti fino alla gradita presenza di tante famiglie con i bambini.

All’interno dello splendido chiostro di San Benedetto si sono alternati tanti eventi che hanno avuto come tematica comune il “gioco” e la “fantasia”. Le sessioni di gioco di ruolo sono state molteplici: dal fantasy di Dungeons & Dragons, passando per le tinte orrorifiche de Il Richiamo di Cthulhu, fino all’atmosfera gotica del gioco di ruolo dal vivo Vampiri la Masquerade. Durante la Fabcon ci sono stati anche importanti momenti di confronto e dibattito: la presentazione del libro “La stanza profonda” di Vanni Santoni e l’assemblea successiva sulla funzione formativa del gioco. Quest’ultimo evento ha visto, tra i relatori, anche la presenza di un membro del nostro staff.

L’associazione culturale Lokendil ha il grande merito di essere riuscita a creare delle importanti sinergie nel nostro territorio, infatti nell’edizione di quest’anno della Fabcon, sono stati presentati degli eventi promossi anche da altre associazioni, come per esempio Fabriano dal Basso che ha organizzato un gioco storico-investigativo per le vie del centro storico cittadino. Anche la stampa locale ha dato grande risalto all’evento, riconoscendo il grande successo in termini di contentuto e partecipazione dell’edizione di questo anno.

Dimensioni Nascoste è entusiasta della straordinaria riuscita della Fabcon. Il “gioco” è molto di più di un semplice passatempo, siamo convinti che esso possa rappresentare un ottimo strumento formativo in grado di sviluppare la creatività, le capacità relazionali, il pensiero laterale e, in sinergia con il turismo, magari uno dei canali di ripresa del nostro territorio.

 

Dimensioni Nascoste partecipa attivamente alla realizzazione della 27 edizione della Fabcon, la convention di giochi di ruolo e di simulazione organizzata dall’associazione culturale Lokendil di Fabriano.

La splendida cornice del chiostro della Chiesa di San Benedetto ospiterà, per quattro giornate, moltissimi eventi ludici e formativi. Il calendario è molto denso ed il divertimento per grandi e piccoli è assicurato.

I giochi di ruolo e di simulazione, veri protagonisti dell’evento, rappresentano un’evasione dalla realtà, un viaggio della mente che permette di immergersi in ambientazioni fantastiche e di essere noi gli autentici protagonisti di storie avventurose e affascinanti. Nei panni di eroici guerrieri, arcani maghi, spietati vampiri o investigatori dell’occulto sarete voi, in prima persona, a svelare le trame intricate di mille avventure.

La Fabcon però non è solo “gioco” fine a sé stesso, quest’anno ci saranno anche dei significativi momenti di confronto sul ruolo e sulla valenza pedagogica del gioco. Durante la convention, si terranno incontri sia con importanti scrittori come Vanni Santoni autore de “La stanza profonda”, sia con esperti del settore della formazione.

Dimensioni Nascoste invita tutti gli amanti del mistero, del fantasy, degli enigmi a partecipare alla Fabcon, noi saremo lì, venite con noi e tuffatevi in una nuova esperienza carica di fantasia e aperta per tutte le età.

Per informazioni e prenotazione degli eventi potete visitare la pagina facebook della FabCon o il sito di prenotazione.

È morto George A. Romero.

Ma per sicurezza aspetterei qualche giorno!

-dan11, Spinoza.it-

 

George A. Romero è stato una pietra miliare del cinema horror contemporaneo portando sul grande schermo il primo esemplare del genere zombi.

Domenica notte il regista e sceneggiatore si è spento a 77 anni, dopo una “battaglia breve e aggressiva” contro un tumore ai polmoni. La famiglia ha dato il triste annuncio e la notizia in breve tempo è rimbalzata nei social di tutto il mondo.

Il suo più grande successo è arrivato nel 1968 con la celebre pellicola dal titolo “La notte dei morti viventi” ma, negli anni, sono stati molti i suoi film, tra i tanti da ricordare sicuramente: “There is Always Vanilla” del 1971, “La stagione della strega” del 1972 e “Zombi” del 1978.

Per Romero la saga degli zombi si è trasformata, nel corso del tempo, da puro intrattenimento in una metafora per descrivere una condizione che lui vedeva propria dell’umanità contemporanea, infatti parafrasando le sue parole: “Solo dopo La notte dei morti viventi capii come quella degli zombi potesse essere una metafora potente, e importante. Se non li si considera mostri, ma una rappresentazione di quel che noi uomini siamo diventati, ecco allora che il genere dei morti viventi acquista un’altra dimensione. Zombi nasce nel clima psicologico e sociale successivo a uno dei più bui e turpi periodi della storia americana, dopo l’escalation di sangue e morte della guerra del Vietnam”.

L’orrore che ha descritto il regista nei suoi film non è quindi solo intrattenimento ma nasconde un messaggio sociale e diventa così uno strumento di critica e di analisi della società.

La figura di Romero e la sua produzione cinematografica hanno influenzato molti autori contemporanei e le loro opere: dal fumetto (es. Dylan Dog) al cinema, alle serie televisive. Le sue indubbie doti di regista e sceneggiatore saranno per sempre un grande patrimonio della cinematografia mondiale.

Ad ogni tentativo di incatenare una persona corrisponde un piano di fuga uguale e contrario. (Valemille, Twitter)

Si può fuggire da una stanza piena di enigmi e misteri, come nel caso delle nostre escape room “Il Sigillo dei Chiavelli” e “L’eredità di Lupin”, oppure si può fuggire, nella vita reale, da persone, lavori e situazioni diventante noiose, monotone o persino insopportabili.

La fuga spesso è sinonimo di libertà, di evasione e, in molte occasioni, rappresenta una meditata e consapevole voglia di dire “basta”. La nostra vita, il nostro lavoro, i nostri contatti, le nostre relazioni a volte possono diventare delle ingombranti catene che ci tengono vincolati ad un presente che non ci piace e di cui vorremmo disfarci.

È così facile però pianificare un piano di fuga nei minimi dettagli? La risposta è no, è molto più complicato di quello che si pensa … nell’era della comunicazione globale non basta più dire: “Vado a comprare le sigarette”, serve molto di più. La pianificazione dell’evasione è un’attività seria e Monica Lasaponara, 40 anni, ex dirigente del marketing di un canale televisivo, l’ha trasformata in una vera e propria professione.

Oggi Lasaponara è una Escape Guru, una professionista della fuga. Stanca di un lavoro ben retribuito ma estremamente stressante ha deciso di cambiare radicalmente vita e di aiutare gli altri a fare la stessa cosa: fuggire dai recinti della propria vita, dalla quotidianità fatta di orari insostenibili, in modo da recuperare felicità e serenità. Sono molte che le persone che si sono rivolte a lei per una consulenza e che si incontrano durante gli Escape Monday: degli incontri che si svolgono un lunedì al mese dove si condividono i propri piani di fuga e si ascoltano le storie di chi ha realizzato i propri.

Vi consigliamo di leggere questa intervista a Monica e di rifletterci su, magari anche voi, un giorno desidererete di fuggire dalla vostra realtà, ed è il caso di farlo bene e consapevolmente!

 

Scena del Crimine

SCENA DEL CRIMINE – Codice Giano: un nuovo divertente gioco di investigazione creato e presentato dal team di Dimensioni Nascoste!

Risolto il mistero del Sarcofago. Nessuna notizia della ragazza rapita.

Dopo aver aperto e datato il Sarcofago gli inquirenti cercano ancora Silvia Bossini. L’investigatore Demetrio Nemesi è arrivato in città.

Fabriano. Finalmente gli agenti della Scientifica, contattati dal Prof. Paolo Nobbio della Direzione Centrale Anticrimine di Ancona, sono riusciti a svelare i segreti dello strano Sarcofago ritrovato il 13 Giugno a Fabriano, rimasto celato per secoli all’interno di una cripta murata. Le analisi dimostrano che il sarcofago contiene il corpo di Fra Ambrogio de Fionga, un frate vissuto a Fabriano nella prima metà del 1400, e noto alle antiche cronache cittadine come personaggi vicino alla famiglia Chiavelli.

Gli inquirenti, la cui teoria principale era che il ritrovamento del sarcofago fosse legato in qualche modo al rapimento della giovane Silvia Bossini, hanno analizzato con cura il luogo del ritrovamento del sepolcro e il video di un bancomat che mostra un uomo incappucciato portare via di forza Silvia, riuscendo a trovare un collegamento. L’ipotesi più accredita sembra, infatti, che gli autori del rapimento di Silvia siano affiliati ad una antica setta fabrianese, collegata in qualche modo all’eccidio della famiglia Chiavelli avvenuto a Fabriano nel 1435.

All’apparenza questa sembra essere una storia incredibile, ma dalle prove emerse la versione sembra essere veritiera e confermata da diversi riscontri.

Le prove raccolte hanno condotto gli inquirenti sino a uno storico appartamento in Via Cialdini a Fabriano. Le forze dell’ordine hanno fatto prontamente irruzione nell’abitazione ma, al loro arrivo, di Silvia non c’era traccia e la casa risulta essere in ottimo ordine ma disabitata.

Il mistero si infittisce.

La famiglia di Silvia Bossini è sconvolta e, sfiduciata dal lavoro degli inquirenti, si è rivolta ad un eccentrico investigatore privato italo-ungherese chiamato Demetrio Nemesi. Il Prof. Nemesi, che ha fama di esperto in misteri occulti ma anche di ciarlatano e sostenitore delle teorie del complotto, è arrivato in città due giorni fa ed ha fatto un primo sopralluogo nell’abitazione di Via Cialdini. Il nostro quotidiano vi terrà informati circa gli sviluppi futuri di questa tragica storia che assume, giorno dopo giorno, contorni sempre più inquietanti.

Che cosa nasconde il CODICE GIANO?

Solo analizzando la scena del crimine potrete scoprirlo!

A Fabriano il ritrovamento di un antico sarcofago, nascosto in una cripta sotterranea, ha immediatamente suscitato l’interesse e la curiosità dell’opinione pubblica cittadina.

La scoperta è stata effettuata da un gruppo di ragazzi, appassionati di speleologia e archeologia, durante una visita esplorativa tra i misteriosi cunicoli della Fabriano sotterranea. Il sarcofago ora è stato preso in custodia dalle Forze dell’ordine e dalla Sovraintendenza. Ancora non si sa che cosa contenga poiché prima di aprirlo e svelare il suo contenuto è necessario attendere l’arrivo in città di tecnici specializzati in grado di datarlo con precisione e di compiere tutti i rilievi necessari.

Il mistero dell’antico sarcofago è ormai argomento di dibattito e discussione in tutta la città, gli interrogativi sono molti: a chi appartiene? Perché è stato nascosto in una cripta murata e celata agli occhi di tutti? Quali enigmi nasconde? I ragazzi che lo hanno scoperto hanno riferito di aver letto una strana incisione sulla porta murata che chiudeva l’ingresso della cripta, una sorta di inquietante maledizione. Due giorni dopo il ritrovamento del sarcofago, Silvia Bossini, una dei giovani che avevano partecipato al ritrovamento, è misteriosamente scomparsa. Gli inquirenti, dopo aver visionato alcune registrazioni, sono convinti che si tratti di rapimento … ma nessuna richiesta di riscatto è pervenuta alla famiglia!

In collaborazione con l’Ente Palio di Fabriano, Dimensioni Nascoste presenta per la prima volta un nuovo gioco di investigazione, la “Scena del Crimine“. In occasione del Palio abbiamo preparato per voi un giallo storico, ammantato di esoterismo e scienza medievale.

Vi aspettiamo lunedì 19 Giugno, dalle ore 14.30 fino alle ore 23.00, in piazza del Comune a Fabriano. I gruppi di gioco sono composti da 2-4 giocatori, per una durata di gioco di circa mezz’ora. L’evento è gratuito, tutte le sessioni di gioco sono offerte da Dimensioni Nascoste per il Palio di San Giovanni Battista.

Storia e rievocazione storica si intrecciano con i misteri che riemergono dal passato. Gli investigatori dell’insolito e gli appassionati di misteri siano pronti, la nuova frontiera del gioco è arrivata a Fabriano!

“La società spesso perdona il criminale ma non perdona mai il sognatore”. Oscar Wilde

Scena del Crimine

SCENA DEL CRIMINE – Codice Giano: un nuovo divertente gioco di investigazione creato e presentato dal team di Dimensioni Nascoste!

Apparse strane scritte sui muri della città.

Simboli inquietanti e scritte in latino sono apparse ieri notte in diversi muri del Centro Storico. Si ipotizza un collegamento con il ritrovamento del Sarcofago.

FABRIANO. Ieri notte sono apparse diverse scritte sui muri del centro storico di Fabriano ed alcuni simboli arcaici che nessuno è riuscito ancora ad interpretare. Il loro contenuto criptico ha subito destato l’interesse di un’opinione pubblica cittadina ancora scossa per il rapimento, avvenuto nei giorni scorsi per mano di ignoti, della giovane studentessa di archeologia Silvia Bossini. Le scritte apparse sono in larga parte in latino e la maggior parte di loro recano il messaggio: “Libertatem ab exilio”, mentre i simboli disegnati mostrano l’effige del dio Giano, il dio bifronte. Gli amici di Silvia Bossini hanno immediatamente riconosciuto la scritta “Libertatem ab exilio” poiché, riferiscono i ragazzi, era esattamente la conclusione del testo scritto sulla porta che celava il sarcofago e che è stata abbattuta proprio dalla Bossini. Intanto le ricerche della giovane continuano senza sosta e la notizia dei tragici eventi che sta attraversando, in questi giorni, la comunità fabrianese è arrivata alle cronache nazionali.