CODICE GIANO: il rapimento di Silvia e il mistero del Sarcofago


Noi ci sediamo in cerchio e supponiamo, ma il Segreto si siede in mezzo e sa (Robert Lee Frost)

SCENA DEL CRIMINE – Codice Giano: un nuovo divertente gioco di investigazione creato e presentato dal team di Dimensioni

Atto I: Scomparsa la giovane Silvia Bossini. La Polizia indaga.

La giovane è scomparsa la sera del 15 Giugno, dopo essere stata al Pub con gli amici.

FABRIANO. Silvia Bossini, 25 anni, figlia del noto avvocato Dante Bossini, è scomparsa nella notte del 15 Giugno. La ragazza appassionata di archeologia, è stata una degli artefici di un’importante scoperta avvenuta nei giorni scorsi: un antico sarcofago medioevale celato in un’intercapedine lungo i cunicoli della Fabriano Sotterranea. La misteriosa scomparsa della ragazza ha sconvolto la comunità locale fabrianese e gli inquirenti si sono immediatamente allertati al fine di ritrovare velocemente la giovane. Secondo alcune testimonianze, rilasciate dagli amici della studentessa, Silvia Bossini si è allontanata dal Pub verso le 23,40 in bicicletta per andare a casa, ma non ci è mai arrivata. Gli inquirenti stanno cercando delle prove che possano permettere di fare luce su una vicenda che sta turbando la serenità della comunità locale. La famiglia Bossini è sconvolta,Silvia, figlia unica, studentessa universitaria a Perugia, è sempre stata una ragazza tranquilla e serena e la sua strana scomparsa non convince né la famiglia e gli amici, né gli inquirenti che continuano le indagini.

ATTO II: Appaiono nuove prove sulla scomparsa di Silvia Bossini. Si tratta di rapimento.

Gli inquirenti, dopo aver visionato delle registrazioni di un Bancomat del centro, sono certi che si tratti di rapimento; forse c’è un testimone che la Polizia sta cercando di identificare.

FABRIANO. Gli inquirenti sono ormai certi che si tratti di rapimento. La giovane Silvia Bossini, scomparsa la sera del 15 Giugno a Fabriano, sarebbe stata rapita da uno o più uomini giunti con una Volkswagen bianca. Le registrazioni di un bancomat del centro, visionate dagli esperti della Polizia, non lasciano spazio ad interpretazioni: alle 23,45 la giovane ragazza stava tornando a casa in bici quando all’improvviso una macchina si è fermata, è scesa una persona con il passamontagna che l’ha prelevata di forza e costretta ad entrare nella macchina che, subito dopo, è sfrecciata via. Secondo quanto dichiarato al nostro giornale da Riccardo Tonelli, Vice-Questore del Commissariato di Fabriano, Silvia Bossini non aveva nemici e nemmeno la sua famiglia molto conosciuta e stimata dalla comunità cittadina. Il rapimento della ragazza è molto strano in quanto non è pervenuta alla famiglia nessuna richiesta di riscatto. Gli interrogativi sono molteplici e attualmente la Polizia sembra non avere delle piste attendibili da seguire anche se dalle registrazioni esaminate si vede la figura di un passante in bicicletta che dovrebbe aver assistito alla scena. La notizia del rapimento di Silvia Bossini ha gettato nel panico il suo gruppo di amici che sono convinti che il rapimento sia collegato alla scoperta del Sarcofago avvenuta due giorni prima della scomparsa. Secondo quanto sostengono i ragazzi Silvia è stata la prima tra loro a rompere la porta murata che nascondeva l’alveo del sarcofago e quindi a violare la strana maledizione che era su essa incisa.

Atto III: Apparse strane scritte sui muri della città.

Simboli inquietanti e scritte in latino sono apparse ieri notte in diversi muri del centro storico. Si ipotizza un collegamento con il ritrovamento del Sarcofago.

FABRIANO. Ieri notte sono apparse diverse scritte sui muri del centro storico di Fabriano ed alcuni simboli arcaici che nessuno è riuscito ancora ad interpretare. Il loro contenuto criptico ha subito destato l’interesse di un’opinione pubblica cittadina ancora scossa per il rapimento, avvenuto nei giorni scorsi per mano di ignoti, della giovane studentessa di archeologia Silvia Bossini. Le scritte apparse sono in larga parte in latino e la maggior parte di loro recano il messaggio: “Libertatem ab exilio”, mentre i simboli disegnati mostrano l’effige del dio Giano, il dio bifronte. Gli amici di Silvia Bossini hanno immediatamente riconosciuto la scritta “Libertatem ab exilio” poiché, riferiscono i ragazzi, era esattamente la conclusione del testo scritto sulla porta che celava il sarcofago e che è stata abbattuta proprio dalla Bossini. Intanto le ricerche della giovane continuano senza sosta e la notizia dei tragici eventi che sta attraversando, in questi giorni, la comunità fabrianese è arrivata alle cronache nazionali.

Atto IV: Risolto il mistero del Sarcofago. Nessuna notizia della ragazza rapita.

Dopo aver aperto e datato il Sarcofago gli inquirenti cercano ancora Silvia Bossini. L’investigatore Demetrio Nemesi è arrivato in città.

FABRIANO. Finalmente gli agenti della Scientifica, contattati dal Prof. Paolo Nobbio della Direzione Centrale Anticrimine di Ancona, sono riusciti a svelare i segreti dello strano Sarcofago ritrovato il 13 Giugno a Fabriano, rimasto celato per secoli all’interno di una cripta murata. Le analisi dimostrano che il sarcofago contiene il corpo di Fra Ambrogio de Fionga, un frate vissuto a Fabriano nella prima metà del 1400, e noto alle antiche cronache cittadine come personaggi vicino alla famiglia Chiavelli.

Gli inquirenti, la cui teoria principale era che il ritrovamento del sarcofago fosse legato in qualche modo al rapimento della giovane Silvia Bossini, hanno analizzato con cura il luogo del ritrovamento del sepolcro e il video di un bancomat che mostra un uomo incappucciato portare via di forza Silvia, riuscendo a trovare un collegamento. L’ipotesi più accredita sembra, infatti, che gli autori del rapimento di Silvia siano affiliati ad una antica setta fabrianese, collegata in qualche modo all’eccidio della famiglia Chiavelli avvenuto a Fabriano nel 1435.

All’apparenza questa sembra essere una storia incredibile, ma dalle prove emerse la versione sembra essere veritiera e confermata da diversi riscontri. Le prove raccolte hanno condotto gli inquirenti sino a uno storico appartamento in Via Cialdini a Fabriano. Le forze dell’ordine hanno fatto prontamente irruzione nell’abitazione ma, al loro arrivo, di Silvia non c’era traccia e la casa risulta essere in ottimo ordine ma disabitata.

Il mistero si infittisce.

La famiglia di Silvia Bossini è sconvolta e, sfiduciata dal lavoro degli inquirenti, si è rivolta ad un eccentrico investigatore privato italo-ungherese chiamato Demetrio Nemesi. Il Prof. Nemesi, che ha fama di esperto in misteri occulti ma anche di ciarlatano e sostenitore delle teorie del complotto, è arrivato in città due giorni fa ed ha fatto un primo sopralluogo nell’abitazione di Via Cialdini. Il nostro quotidiano vi terrà informati circa gli sviluppi futuri di questa tragica storia che assume, giorno dopo giorno, contorni sempre più inquietanti.

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